FOGGIA, LA RICERCA E L’UNITA’ D’ITALIA

Il 150° anniversario dell’Unità d’Italia ci dà l’occasione per definire e differenziare i vari tipi di ricerche storiche ed etnografiche che si svolgono sul nostro territorio. Molte, per fortuna, sono le pubblicazioni che riguardano la Capitanata, ma il modo di condurre ricerche  segue sostanzialmente due filoni: la ricerca storica, che si avvale dello studio e dell’approfondimento di documenti ufficiali, e la ricerca etnografica, che indaga categorie di personaggi per avere un quadro completo della loro posizione sociale nella storia. Le fonti privilegiate dalla ricerca storica sono l’Archivio di Stato, i registri delle Comunità Parrocchiali e tutte le fonti bibliografiche disponibili sul territorio. Invece la ricerca etnografica predilige la ricerca sul campo e segue una struttura ipotetico-deduttiva che si presta a nuove e talvolta originali interpretazioni della storia.

La ricerca storica è più attendibile in quanto assembla avvenimenti certi, documentati e databili, ma trova il suo limite nel fatto che la maggior parte degli avvenimenti registrati riguarda persone di spicco e quindi non tiene conto di una parte della società del tempo che rimaneva ai margini della notizia. La ricerca etnografica, invece, è più soggetta ad interpretazioni per cui ha bisogno di recuperare notizie proprio dai ceti popolari, confrontarli e evidenziare riti e credenze, retaggio culturale di personaggi che sono stati poco contaminati dalla cultura dominante. Avremmo saputo poco sui terrazzani foggiani se non ci fossero state ricerche effettuate sul campo che hanno indagato il loro mondo, perché il materiale documentato negli archivi storici è scarso.


Questa introduzione mi permette di cimentarmi in una ricerca storia che riguarda un personaggio foggiano che ha partecipato alla costruzione dell’Italia Unita combattendo al seguito di Garibaldi.  Il foggiano in questione è stato Leonardo Albanese, che aveva un negozio di merceria in via Arpi. Nato a Molfetta il 10 agosto 1841, Leonardo Albanese faceva parte, giovanissimo, della “Legione dell’Ofanto” insieme ad Antonio Pilone. A  Foggia conobbe Mabanner s ritaria Pilone, con la quale si sposò nel 1861 e dalla quale ebbe 23 figli, dei quali solo 5 sopravvissuti. Il figlio Antonio, che ha prelevato la merceria del padre, era conosciuto in via Arpi come “Tatonn ‘u Garibbaldine”. Leonardo Albanese si mosse alla volta del Volturno insieme ad alcuni concittadini: Luigi Mazza, Nicola Maria Mancini e Gaetano Zammarano guidati dal generale Moisè Maldacea, del quale conserviamo il ricordo grazie a un busto situato all’interno della Villa Comunale. Di Leonardo Albanese, che era trombettista, sono conservati nei locali del Museo Civico di Foggia l’uniforme rossa, la tromba ed alcuni altri cimeli. Leonardo Albanese, che ha vissuto proprio alle spalle di via Arpi, in via Pescheria, morì il 4 maggio 1923, alla veneranda età di 83 anni e riposa nel cimitero di Foggia, nella cappella di Santa Monica, dove è ritratto con la sua inseparabile giubba rossa.

Si ringrazia per le informazioni su Leonardo Albanese la dott.ssa Strinati Addolorata e il sig. Luigi Paparesta

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