LA CELIACHIA
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- Published on Friday, 17 February 2012 16:09
La Celiachia è un'intolleranza permanente alla gliadina, un componente del glutine che è l'insieme di proteine contenute nel frumento, nell'orzo, nella segale, nell'avena, nel farro e nel kamut. Pertanto tutti gli alimenti derivati dai suddetti cereali, o contenenti glutine, in seguito a contaminazione, devono essere considerati tossici per i pazienti affetti da questa malattia. La malattia è caratterizzata da un certo grado di familiarità, infatti se un individuo ce l'ha, normalmente si manifesta anche nel 10% dei parenti prossimi. Tra le cause della malattia celiaca rientrano, quindi, sia fattori ambientali, dovuti la presenza del glutine negli alimenti, sia fattori genetici, dovuti alla familiarità.
Il soggetto celiaco rimarrà tale per tutta la vita, e l'unica cura consiste in una dieta rigorosamente priva di glutine. L'intolleranza al glutine provoca una reazione immunitaria nell'intestino tenue e causa gravi lesioni alla sua mucosa, che regrediscono solo eliminando il glutine dalla dieta. I danni all' intestino determinano un' incapacità ad assorbire certi nutrienti del cibo per cui possono privare cervello, sistema nervoso, ossa, fegato e altri organi di nutrimenti, che causando deficienze vitaminiche, portano ad altre malattie. Questo può essere grave specialmente nei bambini, i quali hanno bisogno di una nutrizione appropriata per svilupparsi e crescere. La Celiachia è una malattia frequente, che colpisce non solo i bambini ma anche gli adulti. Può verificarsi a qualsiasi età, anche se solitamente i sintomi compaiono solo quando viene introdotto il glutine nella dieta. Spesso si manifesta dopo infezioni, maternità, forte stress, operazioni chirurgiche, e tende ad essere più comune in persone con altri disturbi autoimmuni, tra le più comuni, ricordiamo il diabete tipo I, le tiroiditi, la sindrome di Sjogren, la sindrome di Down.
Non esistono sintomi tipici della celiachia. La maggior parte delle persone affette hanno problemi evidenti di malassorbimento, con diarrea intermittente, con feci maleodoranti, grigiastre e oleose, dolori addominali, steatorrea, e marcata perdita di peso, ma possono anche manifestare sintomi extraintestinali, con anemia, osteoporosi, lesioni cutanee, lesioni del cavo orale, alopecia areata, infertitlità, aborti spontanei, erosione dello smalto dentario, irritabilità o depressione, o non presentare alcun sintomo, per quei pazienti diagnosticati di solito tra i familiari. I sintomi, inoltre, possono simulare quelli di altre malattie come colon irritabile, ulcere gastriche, morbo di Crohn, infezioni parassitarie, anemia, disordini della pelle, o disturbi nervosi. Accanto ai soggetti con la patologia conclamata, troviamo numerose persone che presentano forme attenuate ed intermedie di questa intolleranza alimentare, e che, talvolta, possono beneficiare di una dieta senza glutine, pur non essendo celiaci in senso stretto. Visto che chi è affetto da questo disturbo ha un livello di anticorpi maggiori del normale, un'analisi del sangue può aiutare la diagnosi, con la ricerca degli anticorpi specifici (antigliadina, antiendomisio, antitransglutaminasi tissutale) poi è opportuno praticare una biopsia intestinale, prelevando una piccola porzione di tessuto intestinale, mediante endoscopia, per cercare un eventuale danneggiamento dei villi. Anche osservando una dieta priva di glutine si può comfermare la diagnosi, per la remissione dei sintomi, ma è importante iniziare tale dieta, solo dopo una valutazione medica.
Una volta effettuata la diagnosi, è molto importante che il paziente celiaco si rivolga ad uno specialista gastroenterologo, per la visita di controllo da effettuare una volta all'anno, A causa del danneggiamento dell'intestino causato dal glutine, con l'appiattimento dei villi, pure la digestione di cibi che non contengono glutine provocano gli stessi sintomi, per cui si instaurano altre intolleranze, come per il lattosio dei prodotti caseari. Una volta che il glutine è rimosso dalla dieta, le infiammazioni dell'intestino tenue cominceranno a cessare entro alcune settimane. All'inizio può essere necessario prendere integratori di vitamine e minerali, prescritti dal medico, per aiutare a correggere le carenze alimentari.
La guarigione e una significativa ricrescita dei villi avviene dopo parecchi mesi nei giovani, in 2 o 3 anni negli adulti. Nei bambini, con una dieta priva di glutine, oltre a regredire i sintomi fisici, migliorano anche il comportamento e la crescita. D'altro canto, una prolungata esposizione al glutine, dovuta ad una dieta poco rigorosa e o ad una diagnosi tardiva, rappresenta il fattore più importante per lo sviluppo di complicanze della malattia celiaca, quali il linfoma intestinale, la digiunoileite e la malattia celiaca refrattaria, anche se fortunatamente sono molto rare. La celiachia si combatte quindi con una dieta priva di glutine: il riso, il mais, il grano saraceno, il miglio, la soia, l'amaranto, la quinoa in associazione a frutta, verdura, pesce, carne, formaggi, legumi possono essere inseriti nell'alimentazione quotidiana. E' evidente che l'ingestione di una minima quantità di glutine può rendere inefficace la dieta, e anche un minimo contatto degli alimenti contenenti glutine con quelli per celiaci può contaminare questi ultimi, ad esempio l'utilizzo delle stesse posate per rimestare la pasta in cottura in pentole diverse è assolutamente da evitare. Poichè è fondamentale per il celiaco non assumere glutine in nessuna forma, bisogna fare attenzione all'amido di frumento, ad esempio, che viene spesso utilizzato come addensante e strutturante in molti alimenti, o fa parte degli eccipienti nei preparati farmaceutici, allo stesso modo bisogna evitare la birra, se non alcune marche e tipologie prive di glutine, e prestare attenzione al caffè espresso del bar, che può essere contaminato dall'orzo, e fare anche alle spezie, allo zucchero a velo, agli alimenti precotti, agli alimenti o bevande aromatizzate.
Per orientarsi esiste un Prontuario degli alimenti, contenente un elenco di tutti gli alimenti privi di glutine. La maggior parte degli alimenti senza glutine vengono forniti dal Sistema Sanitario Nazionale e ritirati in farmacia e in alcuni centri convenzionati. Il farmacista oltre a proporre una vasta gamma di prodotti, per soddisfare le esigenze e il gusto del paziente celiaco, è la persona più qualificata per suggerire i farmaci da potere assumere, i detergenti e i cosmetici da potere usare, ma anche per fornire l'elenco delle pizzerie, dei ristoranti, dei locali dove si possono trovare i menù gluten-free. Questa possibilità, in particolare per gli adolescenti, di poter consumare alimenti senza glutine anche fuori casa, elimina sicuramente la sensazione di diversità.